Iscrizione commemorativa dei lavori in S. Lorenzo fuori le mura promossi dall’egumeno Arsenio
Numero scheda:
004
Lingua:
greco
Perduta/conservata/irreperibile:
conservata
Categoria testuale:
iscrizione di committenza; iscrizione edilizia
Datazione:
851-900 (approssimata), o 901-950 (approssimata)
Metro
Iscrizione metrica:
no
Testo
Trascrizione diplomatica
EΓ[ΩΑΡ]ΣEΝΙΟΣΗΓΝΟσEΚΑσEΠΟΙΗσΑΤΟΠREσΒυΤEΡΙΟΝΤΟ̣Α̣[.]ν̣[...]
Trascr. diplomatica di:
D’Aiuto 2015, p. 580
Commento alla trascrizione diplomatica
La trascrizione riprende, con alcune modifiche, quella già offerta dal frate cappuccino e storico Giuseppe da Bra (Giuseppe
Rambaudi, 1884-1967): cf. da Bra 1930, pp. 45-46; da Bra 1952, p. 59 e n. 2. Le parentesi segnalano integrazioni corrispondenti a porzioni dell’epigrafe non direttamente ispezionabili
o lacunose (cf. Commento al testo e Storia).
Edizione critica
† Ἐγ[ὼ Ἀρ]σένιος ἡγούμενος ἐκ νέας ἐποίησα τὸ πρεσβυτέριον, τὸν ν̣α̣[.]ν̣[.. ? ..]
Ed. critica di:
D’Aiuto 2015, p. 580
Apparato critico
Ἐγὼ: Ἐπ... Marini (ap. Mai) Ἐπ[ὶ τοῦ] Duchesne Ἐπ[ὶ τοῦ δεῖνος] Kirchhoff (in comm.) | τὸν: τὸ Marini (ap. Mai) ΤΟ Da Bra
1930 το[ῦ] Kirchhoff (in comm.) | ν̣α̣[.]ν̣: ν̣α̣[ὸ]ν̣ dub. D’Aiuto ν[αοῦ] Kirchhoff (in comm.) ΝΕΟΝ Da Bra 1930 νάρθηκα Da
Bra 1952 non leg. Marini (ap. Mai) Duchesne Kirchhoff
Immagini

Fig. 1
Note per le immagini:
riproduzione fotografica tratta da D’Aiuto 2020, p. 65 (fig. 5).
Traduzione
Io, Arsenio egumeno, feci costruire ex novo il presbiterio, la [navata (?) ...]
Traduzione di:
D’Aiuto 2015, p. 580
Scrittura
La scrittura è maiuscola, con lettere di modulo rettangolare stretto. Accurata e precisa l’esecuzione epigrafica delle lettere,
fra le quali si segnalano l’epsilon di forma squadrata (in nesso con my in ἡγούμενος, con un tracciato simile a quello attestato nelle iscrizioni di Teopempto in S. Giorgio al Velabro e nella cornice
di icona dal Foro di Traiano (cf. schede nrr. 001 e 005) e l’hypsilon senza tratto verticale (forma che, apparentemente, assimila la lettera a una V latina, ma che, in realtà, al pari dell’epsilon squadrato, è largamente diffusa già nell’epigrafia tardoantica e protobizantina anche d’ambito orientale: per entrambe, cf.
ad es. Mango 1991, I, p. 244; II, pp. 118 [tav. 2], 121 [tav. 4], 128 [tav. 13], 133 [tav. 18]). Altri nessi sono quello, comune, di omicron-hypsilon in ἡγούμενος, quello di ny-epsilon (con epsilon squadrato) in νέας e, a quanto pare, quello di ny-ny a cavallo del confine di parola in τὸν να[ò]ν (?). Particolarmente degna di nota è la morfologia del primo rho in πρεσβυτέριον, che, di fatto, è realizzato come una R maiuscola latina. Tale impiego, valutato da Cavallo 1988, p. 491 quale sintomo di incertezza da parte del lapicida e indizio valido a connotare l’epigrafe stessa come prodotto «periferico»,
è stato diversamente considerato da D’Aiuto, che nello scambio ravvisa, piuttosto, un segno di piena padronanza, da parte
dell’ordinatore dell’epigrafe, del sistema alfabetico e morfologico tanto latino quanto greco, il che può propiziare un occasionale
e meccanico scambio fra tali due lettere; a meno che ciò non si debba qui a una mera disattenzione del lapicida, certo più
abituato, in un una città come Roma, a scolpire lettere latine anziché greche. Si noterà peraltro che la confusione può essere
stata facilitata dalle frequenti occorrenze epigrafiche, in epoca tardoantica e protobizantina, di una forma antica di rho con un tratto finale obliquo discendente che lo rende simile a una R maiuscola latina (cf. D’Aiuto 2015, p. 583 e n. 74).
Descrizione materiale
Tecnica di esecuzione:
incisa (scolpita)
Lettere a rilievo:
no
Materiale:
pietra
Tipo di materiale:
marmo
Tipologia del supporto:
listello (?); architrave (?); transenna (?)
Dimensioni del/i pezzo/i:
20 × 190 × 12,5 cm
Dimensione del campo scrittorio:
6,5 × 190 cm
Dimensione delle lettere:
5,8-6,5 cm
Stato di conservazione:
l’iscrizione appare mutila nella parte finale, giacché l’arredo architettonico marmoreo che la conteneva è stato probabilmente
tagliato, accorciandolo, nel reimpiego fattone in età medievale nel contesto di S. Lorenzo fuori le mura, cf. D’Aiuto 2015, pp. 580-581.
Contesto e storia
Contesto
La realizzazione dell’epigrafe deve essere stata contestuale ai lavori di rifacimento ovvero restauro intrapresi nella basilica
di S. Lorenzo fuori le mura per iniziativa dell’egumeno Arsenio: in questo personaggio, altrimenti ignoto, si ritiene di poter
riconoscere il superiore dell’annesso monastero dei Ss. Stefano e Cassiano, cf. D’Aiuto 2015, p. 578 e n. 61, con rinvio a Savio 1999, nr. 010392 (con datazione, tuttavia, attardata ai secoli X-XI).
Storia
L’elemento marmoreo contenente l’iscrizione (architrave, o parte di transenna?) è stato tagliato e reimpiegato in età medievale
(sec. XII o XIII) per servire da base a uno dei plutei che cingono sul lato meridionale l’ambone delle epistole nella basilica
di S. Lorenzo fuori le mura, contestualmente venendo resecato e accorciato nella parte finale; due pilastrini del pluteo,
poggiando sull’iscrizione, ne coprono, alle due estremità, brevi tratti di testo, rendendo l’epigrafe stessa non ispezionabile
nella sua interezza, cf. D’Aiuto 2015, p. 579.
Edizioni e trascrizioni; Bibliografia; Corpora, repertori e database
Edizioni e trascrizioni
Mai 1831, p. 194 (nr. 3)
Cozza-Luzi 1899, pp. 91-92
Bacci 1903, p. 103
da Bra 1930, pp. 45-46
da Bra 1952, p. 59 e n. 2
Duchesne 19552-1957, II (19552), p. 136 e n. 20; III (1957), p. 124
Ferrari 1957, p. 183
Krautheimer - Frankl - Korbett 1959, p. 13
Sansterre 1983, II, p. 147 n. 339
Claussen 2002-2025, III (2010), p. 401 n. 286 [scheda a cura di D. Mondini]
D’Aiuto 2015, p. 580
CIG, IV, nr. 8832 [edizione di A. Kirchhoff]
Corpora, repertori e database
CIG, IV, nr. 8832
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Come citare questa scheda:
C. Gazzini, EByRome,
nr. 004,
https://ebyrome.it/it/inscriptions/ebyrome004.html
Creazione:
10.07.2025 (C. Gazzini)
Ultima modifica:
07.05.2026 (C. Gazzini)