Iscrizione commemorativa dei lavori in S. Lorenzo fuori le mura promossi dall’egumeno Arsenio

Numero scheda: 004

Lingua: greco

Perduta/conservata/irreperibile: conservata

Categoria testuale: iscrizione di committenza; iscrizione edilizia

Datazione: 851-900 (approssimata), o 901-950 (approssimata)

Localizzazione

Luogo di origine: Roma (localizzazione certa)

Contesto originario/luogo di ritrovamento: Roma, S. Lorenzo fuori le mura, basilica

Luogo di conservazione attuale: Roma, S. Lorenzo fuori le mura, basilica

Metro

Iscrizione metrica: no

Testo

Trascrizione diplomatica

EΓ[ΩΑΡ]ΣEΝΙΟΣΗΓΝΟσEΚΑσEΠΟΙΗσΑΤΟΠREσΒυΤEΡΙΟΝΤΟ̣Α̣[.]ν̣[...]

Trascr. diplomatica di: F. D’Aiuto, Per una riconsiderazione dell’epigrafia greca medievale di Roma: le iscrizioni su pietra, in Roma e il suo territorio nel medioevo. Le fonti scritte fra tradizione e innovazione. Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Roma, 25-29 ottobre 2012), a cura di C. Carbonetti - S. Lucà - M. Signorini, Spoleto 2015, (Studi e ricerche, 6), pp. 553-612. D’Aiuto 2015, p. 580

Commento alla trascrizione diplomatica

La trascrizione riprende, con alcune modifiche, quella già offerta dal frate cappuccino e storico Giuseppe da Bra (Giuseppe Rambaudi, 1884-1967): cf. G. da Bra, Le iscrizioni greche del chiostro di S. Lorenzo fuori le mura, Roma 1930. da Bra 1930, pp. 45-46; G. da Bra, San Lorenzo fuori le mura, Roma 1952. da Bra 1952, p. 59 e n. 2. Le parentesi segnalano integrazioni corrispondenti a porzioni dell’epigrafe non direttamente ispezionabili o lacunose (cf. Commento al testo e Storia).

Edizione critica

† Ἐγ[ὼ Ἀρ]σένιος ἡγούμενος ἐκ νέας ἐποίησα τὸ πρεσβυτέριον, τὸν ν̣α̣[.]ν̣[.. ? ..]

Ed. critica di: F. D’Aiuto, Per una riconsiderazione dell’epigrafia greca medievale di Roma: le iscrizioni su pietra, in Roma e il suo territorio nel medioevo. Le fonti scritte fra tradizione e innovazione. Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Roma, 25-29 ottobre 2012), a cura di C. Carbonetti - S. Lucà - M. Signorini, Spoleto 2015, (Studi e ricerche, 6), pp. 553-612. D’Aiuto 2015, p. 580

Apparato critico

Ἐγὼ: Ἐπ... Marini (ap. Mai) Ἐπ[ὶ τοῦ] Duchesne Ἐπ[ὶ τοῦ δεῖνος] Kirchhoff (in comm.) | τὸν: τὸ Marini (ap. Mai) ΤΟ Da Bra 1930 το[ῦ] Kirchhoff (in comm.) | ν̣α̣[.]ν̣: ν̣α̣[ὸ]ν̣ dub. D’Aiuto ν[αοῦ] Kirchhoff (in comm.) ΝΕΟΝ Da Bra 1930 νάρθηκα Da Bra 1952 non leg. Marini (ap. Mai) Duchesne Kirchhoff

Commento al testo

Nell’epigrafe, ascrivibile alla seconda metà del IX secolo o poco oltre, si ricordano lavori di rifacimento ovvero di restauro promossi dall’egumeno Arsenio (cf. Contesto), che interessarono almeno il presbiterio di S. Lorenzo fuori le mura: è plausibile che altri elementi della basilica fossero menzionati nel prosieguo non conservato dell’epigrafe – così G. da Bra, San Lorenzo fuori le mura, Roma 1952. da Bra 1952, p. 59 e n. 2, che nel finale restituiva τὸν νάρθηκα («il nartece»), e F. D’Aiuto, Per una riconsiderazione dell’epigrafia greca medievale di Roma: le iscrizioni su pietra, in Roma e il suo territorio nel medioevo. Le fonti scritte fra tradizione e innovazione. Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Roma, 25-29 ottobre 2012), a cura di C. Carbonetti - S. Lucà - M. Signorini, Spoleto 2015, (Studi e ricerche, 6), pp. 553-612. D’Aiuto 2015, p. 581 e n. 67, che suggerisce la lettura τὸν ν̣α̣[ὸ]ν̣ («la navata»), meglio compatibile con le tracce superstiti, concordando sul fatto che «il nesso asindetico con quanto precede [...] fa pensare a un’elencazione, che doveva continuare con la menzione almeno di un terzo elemento della chiesa fatto restaurare da Arsenio». All’inizio, dove il testo dell’epigrafe, dopo il reimpiego medievale in un ambone, non è più leggibile (cf. Storia), seguendo un’ipotesi presente già nelle schede di Gaetano Marini (su cui si fonda l’edizione del Mai) e ripresa da Kirchhoff nel Corpus Inscriptionum Graecarum (...), ed. A. Boeckhius, I-IV, Berolini 1828-1877.CIG, Louis Duchesne (L.Duchesne, Le Liber Pontificalis, I-II, Paris 19552; III: additions (...) publiées par C. Vogel, Paris 1957 (Bibliothèque des Écoles françaises d’Athènes et de Rome, 2e sér.). Duchesne 19552-1957, II [19552], p. 136 e n. 20) integrava il primo termine con Ἐπ[ὶ], immaginando una formula di datazione introdotta da tale preposizione (Ἐπ[ὶ τοῦ... Ἀρ]σένιος, «Al tempo [del papa (?)... io], Arsenio»). Contro il testo stampato da Duchesne, largamente replicato, e seguendo invece una proposta di lettura di p. Giuseppe da Bra, avendola verificata con l’autopsia, F. D’Aiuto, Per una riconsiderazione dell’epigrafia greca medievale di Roma: le iscrizioni su pietra, in Roma e il suo territorio nel medioevo. Le fonti scritte fra tradizione e innovazione. Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Roma, 25-29 ottobre 2012), a cura di C. Carbonetti - S. Lucà - M. Signorini, Spoleto 2015, (Studi e ricerche, 6), pp. 553-612. D’Aiuto 2015, p. 580 propone di integrare con Ἐγ[ὼ Ἀρ]σένιος la lacuna iniziale, essendo essa «con tutta evidenza di circa tre lettere» e, quindi, risultando fuori luogo un’integrazione di estensione pari a quella ipotizzata da Marini, Kirchhoff e Duchesne. Sul piano linguistico, il testo appare di buona qualità, corretto nella facies sia sintattica sia ortografica. Quanto, poi, all’espressione ἐκ νέας (ovvero «ex novo», equivalente anche a ἐκ βάθρων, ἀπὸ θεμελίων = «ab imis fundamentis») e al suo impiego in relazione alla costruzione o al restauro radicale di edifici o loro parti, D’Aiuto cita una parallela attestazione a Napoli in un’epigrafe del 720/721 († [Θεόδ]ωρος ὕπατος κ(αὶ) δοὺξ ἀπὸ θεμε- | [λίων τὸ]ν ναὸν οἰκωδωμήσας [sic] κ(αὶ) τὴν δι- | [ακονίαν] ἐκ νέας ἀνύξας..., per la quale, cf. A. Guillou, Recueil des inscriptions grecques médiévales d’Italie, Rome 1996 (Collection de l’École française de Rome, 222) [https://www.persee.fr/doc/efr_0223-5099_1996_mon_222_1]. Guillou 1996, pp. 134-135 [nr. 121]). D’Aiuto suggerisce inoltre una possibile accezione legale specifica dell’espressione: «in ἐκ νέας (...) non si deve vedere una tournure generica, giacché nel caso di costruzioni l’espressione può all’occorrenza assumere una ben attestata valenza giuridica, anche in relazione alla procedura della operis novi nuntiatio» (F. D’Aiuto, Per una riconsiderazione dell’epigrafia greca medievale di Roma: le iscrizioni su pietra, in Roma e il suo territorio nel medioevo. Le fonti scritte fra tradizione e innovazione. Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Roma, 25-29 ottobre 2012), a cura di C. Carbonetti - S. Lucà - M. Signorini, Spoleto 2015, (Studi e ricerche, 6), pp. 553-612. D’Aiuto 2015, pp. 581-582, con le nn. 68-71).

Scrittura

La scrittura è maiuscola, con lettere di modulo rettangolare stretto. Accurata e precisa l’esecuzione epigrafica delle lettere, fra le quali si segnalano l’epsilon di forma squadrata (in nesso con my in ἡγούμενος, con un tracciato simile a quello attestato nelle iscrizioni di Teopempto in S. Giorgio al Velabro e nella cornice di icona dal Foro di Traiano (cf. schede nrr. 001 e 005) e l’hypsilon senza tratto verticale (forma che, apparentemente, assimila la lettera a una V latina, ma che, in realtà, al pari dell’epsilon squadrato, è largamente diffusa già nell’epigrafia tardoantica e protobizantina anche d’ambito orientale: per entrambe, cf. ad es. C. Mango, Byzantine Epigraphy (4th to 10th centuries), in Paleografia e codicologia greca. Atti del II Colloquio internazionale (Berlino-Wolfenbüttel, 17-21 ottobre 1983), a cura di D. Harlfinger - G. Prato (...), Alessandria 1991 (Biblioteca di Scrittura e civiltà, 3): I, pp. 235-249; II, pp. 115-146 (tavv. 1-31). Mango 1991, I, p. 244; II, pp. 118 [tav. 2], 121 [tav. 4], 128 [tav. 13], 133 [tav. 18]). Altri nessi sono quello, comune, di omicron-hypsilon in ἡγούμενος, quello di ny-epsilon (con epsilon squadrato) in νέας e, a quanto pare, quello di ny-ny a cavallo del confine di parola in τὸν να[ò]ν (?). Particolarmente degna di nota è la morfologia del primo rho in πρεσβυτέριον, che, di fatto, è realizzato come una R maiuscola latina. Tale impiego, valutato da G. Cavallo, Le tipologie della cultura nel riflesso delle testimonianze scritte, in Bisanzio, Roma e l’Italia nell’alto medioevo (3-9 aprile 1986), II, Spoleto 1988 (Settimane di studio del Centro italiano di studi sull’alto medioevo, 34), pp. 467-529. Cavallo 1988, p. 491 quale sintomo di incertezza da parte del lapicida e indizio valido a connotare l’epigrafe stessa come prodotto «periferico», è stato diversamente considerato da D’Aiuto, che nello scambio ravvisa, piuttosto, un segno di piena padronanza, da parte dell’ordinatore dell’epigrafe, del sistema alfabetico e morfologico tanto latino quanto greco, il che può propiziare un occasionale e meccanico scambio fra tali due lettere; a meno che ciò non si debba qui a una mera disattenzione del lapicida, certo più abituato, in un una città come Roma, a scolpire lettere latine anziché greche. Si noterà peraltro che la confusione può essere stata facilitata dalle frequenti occorrenze epigrafiche, in epoca tardoantica e protobizantina, di una forma antica di rho con un tratto finale obliquo discendente che lo rende simile a una R maiuscola latina (cf. F. D’Aiuto, Per una riconsiderazione dell’epigrafia greca medievale di Roma: le iscrizioni su pietra, in Roma e il suo territorio nel medioevo. Le fonti scritte fra tradizione e innovazione. Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Roma, 25-29 ottobre 2012), a cura di C. Carbonetti - S. Lucà - M. Signorini, Spoleto 2015, (Studi e ricerche, 6), pp. 553-612. D’Aiuto 2015, p. 583 e n. 74).

Descrizione materiale

Tecnica di esecuzione: incisa (scolpita)

Lettere a rilievo: no

Materiale: pietra

Tipo di materiale: marmo

Tipologia del supporto: listello (?); architrave (?); transenna (?)

Dimensioni del/i pezzo/i: 20 × 190 × 12,5 cm

Dimensione del campo scrittorio: 6,5 × 190 cm

Dimensione delle lettere: 5,8-6,5 cm

Stato di conservazione: l’iscrizione appare mutila nella parte finale, giacché l’arredo architettonico marmoreo che la conteneva è stato probabilmente tagliato, accorciandolo, nel reimpiego fattone in età medievale nel contesto di S. Lorenzo fuori le mura, cf. F. D’Aiuto, Per una riconsiderazione dell’epigrafia greca medievale di Roma: le iscrizioni su pietra, in Roma e il suo territorio nel medioevo. Le fonti scritte fra tradizione e innovazione. Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Roma, 25-29 ottobre 2012), a cura di C. Carbonetti - S. Lucà - M. Signorini, Spoleto 2015, (Studi e ricerche, 6), pp. 553-612. D’Aiuto 2015, pp. 580-581.

Contesto e storia

Contesto

La realizzazione dell’epigrafe deve essere stata contestuale ai lavori di rifacimento ovvero restauro intrapresi nella basilica di S. Lorenzo fuori le mura per iniziativa dell’egumeno Arsenio: in questo personaggio, altrimenti ignoto, si ritiene di poter riconoscere il superiore dell’annesso monastero dei Ss. Stefano e Cassiano, cf. F. D’Aiuto, Per una riconsiderazione dell’epigrafia greca medievale di Roma: le iscrizioni su pietra, in Roma e il suo territorio nel medioevo. Le fonti scritte fra tradizione e innovazione. Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Roma, 25-29 ottobre 2012), a cura di C. Carbonetti - S. Lucà - M. Signorini, Spoleto 2015, (Studi e ricerche, 6), pp. 553-612. D’Aiuto 2015, p. 578 e n. 61, con rinvio a G. Savio, Monumenta Onomastica Romana Medii Aevi (X-XII sec.), I-V, Roma 1999. Savio 1999, nr. 010392 (con datazione, tuttavia, attardata ai secoli X-XI).

Storia

L’elemento marmoreo contenente l’iscrizione (architrave, o parte di transenna?) è stato tagliato e reimpiegato in età medievale (sec. XII o XIII) per servire da base a uno dei plutei che cingono sul lato meridionale l’ambone delle epistole nella basilica di S. Lorenzo fuori le mura, contestualmente venendo resecato e accorciato nella parte finale; due pilastrini del pluteo, poggiando sull’iscrizione, ne coprono, alle due estremità, brevi tratti di testo, rendendo l’epigrafe stessa non ispezionabile nella sua interezza, cf. F. D’Aiuto, Per una riconsiderazione dell’epigrafia greca medievale di Roma: le iscrizioni su pietra, in Roma e il suo territorio nel medioevo. Le fonti scritte fra tradizione e innovazione. Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Roma, 25-29 ottobre 2012), a cura di C. Carbonetti - S. Lucà - M. Signorini, Spoleto 2015, (Studi e ricerche, 6), pp. 553-612. D’Aiuto 2015, p. 579.

Edizioni e trascrizioni; Bibliografia; Corpora, repertori e database

Edizioni e trascrizioni

A. Mai, Scriptorum veterum nova collectio e Vaticanis codicibus edita (...), V, Romae 1831. Mai 1831, p. 194 (nr. 3)

G. Cozza-Luzi, Velabrensia. Studio storico-critico sulla chiesa di S. Giorgio in Velabro, sue memorie ed epigrafi, in Bessarione 6 (1899), pp. 58-95 [http://digitale.bnc.roma.sbn.it/tecadigitale/visore/#/main/viewer?idMetadato=18259850&type=bncr]. Cozza-Luzi 1899, pp. 91-92

A. Bacci, Lapide commemorativa della fondazione del castellum a S. Lorenzo fuori le mura, in Nuovo Bullettino di Archeologia Cristiana 9 (1903), pp. 127-133. Bacci 1903, p. 103

G. da Bra, Le iscrizioni greche del chiostro di S. Lorenzo fuori le mura, Roma 1930. da Bra 1930, pp. 45-46

G. da Bra, San Lorenzo fuori le mura, Roma 1952. da Bra 1952, p. 59 e n. 2

L.Duchesne, Le Liber Pontificalis, I-II, Paris 19552; III: additions (...) publiées par C. Vogel, Paris 1957 (Bibliothèque des Écoles françaises d’Athènes et de Rome, 2e sér.). Duchesne 19552-1957, II (19552), p. 136 e n. 20; III (1957), p. 124

G. Ferrari, Early Roman Monasteries. Notes for the History of the Monasteries and Convents at Rome from the V through the X century, Città del Vaticano 1957 (Studi di Antichità Cristiana, 23). Ferrari 1957, p. 183

R. Krautheimer - W. Frankl - S. Corbett, Corpus basilicarum Christianarum Romae. Le basiliche cristiane antiche di Roma (Sec. IV-IX), II, Città del Vaticano 1959 (Monumenti di antichità cristiana, III ser., 2). Krautheimer - Frankl - Korbett 1959, p. 13

J.-M. Sansterre, Les moines grecs et orientaux à Rome aux époques byzantine et carolingienne (milieu du VIe s.-fin du IXe s.), I-II, Bruxelles 1983 (Académie Royale de Belgique. Mémoires de la Classe des Lettres, Collection in-8°, 2e sér.). Sansterre 1983, II, p. 147 n. 339

P.C. Claussen [- D. Mondini - D. Senekovic - C. Jäggi], Die Kirchen der Stadt Rom im Mittelalter, 1050-1300, I-V, Stuttgart 2002-2025 (Forschungen zur Kunstgeschichte und christlichen Archäologie, 20-24; Corpus Cosmatorum, 2/1-5). [https://biblioscout.net/en/series/FKCHA] Claussen 2002-2025, III (2010), p. 401 n. 286 [scheda a cura di D. Mondini]

F. D’Aiuto, Per una riconsiderazione dell’epigrafia greca medievale di Roma: le iscrizioni su pietra, in Roma e il suo territorio nel medioevo. Le fonti scritte fra tradizione e innovazione. Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Roma, 25-29 ottobre 2012), a cura di C. Carbonetti - S. Lucà - M. Signorini, Spoleto 2015, (Studi e ricerche, 6), pp. 553-612. D’Aiuto 2015, p. 580

Corpus Inscriptionum Graecarum (...), ed. A. Boeckhius, I-IV, Berolini 1828-1877.CIG, IV, nr. 8832 [edizione di A. Kirchhoff]

Bibliografia

G. Ferrari, Early Roman Monasteries. Notes for the History of the Monasteries and Convents at Rome from the V through the X century, Città del Vaticano 1957 (Studi di Antichità Cristiana, 23). Ferrari 1957, pp. 187, 189

J.-M. Sansterre, Les moines grecs et orientaux à Rome aux époques byzantine et carolingienne (milieu du VIe s.-fin du IXe s.), I-II, Bruxelles 1983 (Académie Royale de Belgique. Mémoires de la Classe des Lettres, Collection in-8°, 2e sér.). Sansterre 1983, I, p. 108

G. Cavallo, Le tipologie della cultura nel riflesso delle testimonianze scritte, in Bisanzio, Roma e l’Italia nell’alto medioevo (3-9 aprile 1986), II, Spoleto 1988 (Settimane di studio del Centro italiano di studi sull’alto medioevo, 34), pp. 467-529. Cavallo 1988, p. 491 e tav. XXVa

F. D’Aiuto, Per una riconsiderazione dell’epigrafia greca medievale di Roma: le iscrizioni su pietra, in Roma e il suo territorio nel medioevo. Le fonti scritte fra tradizione e innovazione. Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Roma, 25-29 ottobre 2012), a cura di C. Carbonetti - S. Lucà - M. Signorini, Spoleto 2015, (Studi e ricerche, 6), pp. 553-612. D’Aiuto 2015, pp. 578-583

F. D’Aiuto, Uno sguardo all’epigrafia greca di Roma nel IX secolo, in Grata più delle stelle. Pasquale I (817-824) e la Roma del suo tempo, I, a cura di S. Ammirati - A. Ballardini - G. Bordi, Roma 2020, pp. 59-79. D’Aiuto 2020, p. 65 e fig. 5

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Come citare questa scheda: C. Gazzini, EByRome, nr. 004, https://ebyrome.it/it/inscriptions/ebyrome004.html

Creazione: 10.07.2025 (C. Gazzini)

Ultima modifica: 07.05.2026 (C. Gazzini)