Frammento di cornice di icona marmorea

Numero scheda: 005

Lingua: greco

Perduta/conservata/irreperibile: irreperibile

Categoria testuale: invocazione (?); iscrizione votiva (?)

Datazione: 801-900 (approssimata), o 901-1000 (approssimata)

Localizzazione

Luogo di origine: Roma (localizzazione incerta); Costantinopoli (localizzazione incerta)

Contesto originario/luogo di ritrovamento: Roma, Foro Traiano

Luogo di conservazione attuale: non noto

Luogo di conservazione pregresso: Roma, Foro Traiano, «biblioteca»

Metro

Iscrizione metrica: incerto

Tipo di metro: dodecasillabo bizantino (?)

Testo

Trascrizione diplomatica

[---]αρωμης
καιοικμεν[---]
[---]
[---]

Trascr. diplomatica di: P. De Rossi

Edizione critica

Scrittura

Scrittura maiuscola di modulo rettangolare (per lo più stretto), con lettere «tonde» (omicron, sigma) a forma di mandorla. Sono presenti diversi nessi (my-eta, omicron-hypsilon, my-epsilon, con quest’ultima lettera di forma squadrata). Per un’analisi dettagliata della scrittura dell’epigrafe cf. F. D’Aiuto, Per una riconsiderazione dell’epigrafia greca medievale di Roma: le iscrizioni su pietra, in Roma e il suo territorio nel medioevo. Le fonti scritte fra tradizione e innovazione. Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Roma, 25-29 ottobre 2012), a cura di C. Carbonetti - S. Lucà - M. Signorini, Spoleto 2015, (Studi e ricerche, 6), pp. 553-612. D’Aiuto 2015, pp. 577-578.

Descrizione materiale

Tecnica di esecuzione: incisa (scolpita)

Lettere a rilievo: no

Materiale: pietra

Tipo di materiale: marmo

Tipologia del supporto: icona (cornice); rilievo votivo

Dimensioni del/i pezzo/i: 24 × 22,5 × 16 cm

Dimensione delle lettere: 3,5 cm

Note per la descrizione materiale: dati materiali e misure tratti da Inscriptiones Graecae Urbis Romae, curavit L. Moretti, I-IV, Roma 1968-1990 (Studi pubblicati dall’Istituto Italiano per la Storia Antica, 17, 22, 28, 47). IGUR, I, p. 48 (nr. 57) [= A. Guillou, Recueil des inscriptions grecques médiévales d’Italie, Rome 1996 (Collection de l’École française de Rome, 222) [https://www.persee.fr/doc/efr_0223-5099_1996_mon_222_1]. Guillou 1996, p. 46]

Contesto e storia

Contesto

Il frammento epigrafico, che un tempo erroneamente si credeva risalente all’età imperiale romana, sembra costituire parte della cornice di un’icona marmorea devozionale, forse della Vergine Maria. Secondo André Guillou (che propone una arrischiata ricostruzione sulla base delle poche lettere superstiti) questo manufatto sarebbe stato portato a Roma da Costantinopoli quale dono offerto a papa Adriano II (867-872) da parte dell’imperatore bizantino Basilio I (867-886). Di opinione diversa si è dichiarato invece più di recente Francesco D’Aiuto, per il quale l’epigrafe può considerarsi prodotta nella città stessa di Roma, e che ne ha proposto una nuova edizione in cui l’invocazione alla Madre di Dio potrebbe ricollegarsi a un formulario devozionale calcato su quello tipico delle acclamazioni imperiali, cf. F. D’Aiuto, Per una riconsiderazione dell’epigrafia greca medievale di Roma: le iscrizioni su pietra, in Roma e il suo territorio nel medioevo. Le fonti scritte fra tradizione e innovazione. Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Roma, 25-29 ottobre 2012), a cura di C. Carbonetti - S. Lucà - M. Signorini, Spoleto 2015, (Studi e ricerche, 6), pp. 553-612. D’Aiuto 2015, pp. 574-576.

Storia

Il frammento fu rinvenuto nell’area del Foro Traiano in occasione degli sbancamenti e scavi d’urgenza effettuati in vista dell’apertura nel 1932 della Via dei Fori Imperiali. Fu in seguito conservato nella «biblioteca» del Foro Traiano, dove Luigi Moretti poté vederlo ai fini dell’edizione di Inscriptiones Graecae Urbis Romae, curavit L. Moretti, I-IV, Roma 1968-1990 (Studi pubblicati dall’Istituto Italiano per la Storia Antica, 17, 22, 28, 47). IGUR, I, p. 48 (nr. 57).

Edizioni e trascrizioni; Bibliografia; Corpora, repertori e database

Edizioni e trascrizioni

R. Paribeni, Iscrizioni dei Fori Imperiali, in Notizie degli Scavi di Antichità, ser. VI, 9 (1933), pp. 431-523. Paribeni 1933, p. 498 (nr. 181)

Inscriptiones Graecae Urbis Romae, curavit L. Moretti, I-IV, Roma 1968-1990 (Studi pubblicati dall’Istituto Italiano per la Storia Antica, 17, 22, 28, 47). IGUR, I, p. 48 (nr. 57) e fig. 57

A. Guillou, Un don de la nouvelle Rome à l’ancienne Rome, in «Alla Signorina». Mélanges offerts à Noëlle de la Blanchardière, Rome 1995 (Collection de l’École française de Rome, 204), pp. 175-177 [https://www.persee.fr/doc/efr_0223-5099_1995_ant_204_1_5557]. Guillou 1995, p. 176

A. Guillou, Recueil des inscriptions grecques médiévales d’Italie, Rome 1996 (Collection de l’École française de Rome, 222) [https://www.persee.fr/doc/efr_0223-5099_1996_mon_222_1]. Guillou 1996, pp. 46-48 e pl. 26 (nr. 48)

D. Feissel, Inscriptions chrétiennes et byzantines, in Revue des études grecques 103 (1990), pp. 599-616 [notizie rist. suo loco in id., Chroniques d’épigraphie byzantine 1987-2004, Paris 2006 (Collège de France-CNRS. Centre de recherche d’histoire et civilisation de Byzance. Monographies, 20)]. Feissel 1990, p. 615 (nr. 969) [rist.: p. 305 (nr. 1004)]

F. D’Aiuto, Per una riconsiderazione dell’epigrafia greca medievale di Roma: le iscrizioni su pietra, in Roma e il suo territorio nel medioevo. Le fonti scritte fra tradizione e innovazione. Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Roma, 25-29 ottobre 2012), a cura di C. Carbonetti - S. Lucà - M. Signorini, Spoleto 2015, (Studi e ricerche, 6), pp. 553-612. D’Aiuto 2015, p. 574

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Come citare questa scheda: P. De Rossi, EByRome, nr. 005, https://ebyrome.it/it/inscriptions/ebyrome005.html

Creazione: 29.07.2024 (P. De Rossi)

Ultima modifica: 07.05.2026 (P. De Rossi)