Trascr. diplomatica di: D.M. Robinson, Inscriptions from the Cyrenaica, in American Journal of Archaeology 17, fasc. 2 (1913), pp. 157-200 [https://archive.org/details/jstor-497335/mode/2up]. Robinson 1913a, p. 189 (con alcuni ritocchi)
Maledizione contro chi osi danneggiare la chiesa della Theotokos, da Cirene (?)
Numero scheda: 009
Lingua: greco
Perduta/conservata/irreperibile: conservata
Categoria testuale: maledizione
Datazione: 501-600 (approssimata)
Localizzazione
Luogo di origine: Cirene (localizzazione incerta)
Contesto originario/luogo di ritrovamento: Bengasi
Luogo di conservazione attuale: Roma, American School of Classical Studies (poi confluita nell’American Academy in Rome) (inv. nr. 9319)
Metro
Iscrizione metrica: no
Testo
Ed. critica di: D.M. Robinson, Inscriptions from the Cyrenaica, in American Journal of Archaeology 17, fasc. 2 (1913), pp. 157-200 [https://archive.org/details/jstor-497335/mode/2up]. Robinson 1913a, p. 189; D.M. Robinson, Corrigenda and Addenda to Inscriptions from the Cyrenaica, in American Journal of Archaeology 17, fasc. 4 (1913), pp. 504-505 [https://archive.org/details/jstor-497349]. Robinson 1913b, p. 505
forsan linea deperdita una aut plures ante lin. 1, cf. Inscriptions of Roman Cyrenaica, J. Reynolds - Ch. Roueché - G. Bodard, in collaboration with C. Dobias-Lalou, Society for Libyan Studies 2020, [https://ircyr2020.inslib.kcl.ac.uk/en/inscriptions/].IRCyr, nr. C.762 | initia linearum supplevit Robinson || 1-2 θε[ομαχούντων coniecit Hiller von Gaertringen apud D.M. Robinson, Corrigenda and Addenda to Inscriptions from the Cyrenaica, in American Journal of Archaeology 17, fasc. 4 (1913), pp. 504-505 [https://archive.org/details/jstor-497349]. Robinson 1913b, p. 505: θε[οσεβούντων D.M. Robinson, Inscriptions from the Cyrenaica, in American Journal of Archaeology 17, fasc. 2 (1913), pp. 157-200 [https://archive.org/details/jstor-497335/mode/2up]. Robinson 1913a, p. 190 || 2 κακοπο]ί̣ησον Robinson: καταπά]τησον, forsan minus bene si spatium vacuum inter litteras consideres, coniecit W.M. Ramsay apud D.M. Robinson, Inscriptions from the Cyrenaica, in American Journal of Archaeology 17, fasc. 2 (1913), pp. 157-200 [https://archive.org/details/jstor-497335/mode/2up]. Robinson 1913a, p. 190 || 3 ἐ]ξάλειψον scripsit Robinson: .]ΞΛΙΨΟΝ inscr. || 7 συν]τελείας scripsit Robinson: ...]ΤΕΛΙσ inscr.
Immagini
Note per le immagini: riproduzione fotografica tratta da F. D’Aiuto, Per una riconsiderazione dell’epigrafia greca medievale di Roma: le iscrizioni su pietra, in Roma e il suo territorio nel medioevo. Le fonti scritte fra tradizione e innovazione. Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Roma, 25-29 ottobre 2012), a cura di C. Carbonetti - S. Lucà - M. Signorini, Spoleto 2015, (Studi e ricerche, 6), pp. 553-612. D’Aiuto 2015, tav. VI (fig. 9).
Traduzione
[Se qualcuno fra i nemici di Dio] che qui (vivono) [danneggerà] la tua dimora, [manda in rovina] la sua casa e fa’ svanire [il suo nome] nel giro di una generazione, e fa’ che condivida [la sorte] dei Giudei deicidi, [mentre] di chi ha cura di questo tuo tempio, o Vergine Madre di Dio, non venga meno la stirpe fino alla fine dei secoli. Amen † ❦
Traduzione di: Francesco D’Aiuto
Scrittura
Scrittura maiuscola databile al VI secolo, che trova paralleli nell’epigrafia dell’età giustinianea. Si notino in particolare: alpha con tratto mediano a forma di V latina; zeta con i tratti orizzontali lievemente ricurvi; eta, lambda, my, ny e altre lettere, che hanno un modulo rettangolare stretto; kappa e psi con tratti obliqui corti; hypsilon, in cui il tratto verticale è ridotto a una minima base di appoggio, tanto che la lettera assomiglia a V latina. Le lettere tonde (Ε Θ Ο Σ) hanno forma lievemente ovalizzata, con l’eccezione di omicron che è un cerchio regolare. Alla fine del testo, una piccola croce latina e un ondulato tralcio vegetale chiudiriga desinente in una fogliolina d’edera anch’esso tipico dell’epigrafia greca coeva.
Descrizione materiale
Tecnica di esecuzione: incisa (scolpita)
Lettere a rilievo: no
Materiale: pietra
Tipo di materiale: marmo
Tipologia del supporto: lastra
Dimensioni del/i pezzo/i: 49 × 95 × 7 cm
Dimensione delle lettere: 3 cm
Stato di conservazione: l’epigrafe è oggi affissa sulla parete meridionale del cortile dell’American Academy in Rome, vicino all’ingresso della Biblioteca (v. anche Storia).
Note per la descrizione materiale: dati tratti da D.M. Robinson, Inscriptions from the Cyrenaica, in American Journal of Archaeology 17, fasc. 2 (1913), pp. 157-200 [https://archive.org/details/jstor-497335/mode/2up]. Robinson 1913a, p. 189.
Contesto e storia
Contesto
L’iscrizione può inserirsi nella categoria – ampiamente rappresentata già nell’epigrafia greca arcaica e classica – delle ἀραί («maledizioni»), di cui presenta la struttura e il formulario caratteristici. Il testo si configura come una preghiera alla Madre di Dio (lin. 6), della quale vengono invocati, da un lato (linn. 1-5), l’intervento e la punizione contro gli empi (o meglio, stando al testo restituito, gli «avversari di Dio», θε[ομαχούντων], ovvero eretici o pagani o Ebrei, o tutte queste categorie insieme) che violino il santuario locale dedicato alla θεοτόκος (il testo rientra dunque nella casistica delle ἀραί a protezione di un luogo sacro), dall’altro (linn. 5-7), la benedizione per i pii. I motivi sviluppati nella prima parte (es. l’augurio di rovina per l’οἶκος) sono di matrice pagana, tuttavia ad essi si aggiunge l’elemento cristiano della minaccia della dannazione, espressa tramite il richiamo alla sorte degli Ebrei «deicidi»: tale assetto strutturale è esemplificativo dello spirito sincretistico che permea l’epigrafia cristiana dei primi secoli (un esempio formalmente analogo si trova nel testo della stele di Tanagra [IV-V sec.] pubblicato da M. Guarducci, Epigrafia greca, I-IV, Roma 1967-1978. Guarducci 1967-1978, IV, pp. 339-344, vv. 28-40). Quanto alla cronologia, Robinson si limita a riferire il parere di William M. Ramsay sulla datazione dell’epigrafe all’epoca di Giustiniano (527-565), senza ulteriormente argomentarlo, cf. D.M. Robinson, Inscriptions from the Cyrenaica, in American Journal of Archaeology 17, fasc. 2 (1913), pp. 157-200 [https://archive.org/details/jstor-497335/mode/2up]. Robinson 1913a, p. 190.
Storia
L’epigrafe fu acquistata nel corso della spedizione archeologica in Libia guidata dall’egittologo Oric Bates tra il 27 aprile il 20 maggio 1909 per conto del Museum of Fine Arts di Boston e dell’Archaeological Institute of America; tra i partecipanti, fu Richard Norton – all’epoca direttore dell’American School of Classical Studies di Roma – a comperare l’epigrafe, a Bengasi, da un non meglio precisato «German resident» (così Bates, nel suo rapporto pubblicato da J.P. Uhlenbrock, Cyrene Papers: The Second Report. Oric Bates Expedition of 1909, in Libyan Studies 30 (1999), pp. 77-97. Uhlenbrock 1999, p. 84, nel quale va, peraltro, ravvisata la fonte della notizia del ritrovamento dell’iscrizione stessa a Cirene, cf. D.M. Robinson, Inscriptions from the Cyrenaica, in American Journal of Archaeology 17, fasc. 2 (1913), pp. 157-200 [https://archive.org/details/jstor-497335/mode/2up]. Robinson 1913a, p. 190).
Edizioni e trascrizioni; Bibliografia; Corpora, repertori e database
Edizioni e trascrizioni
D.M. Robinson, Inscriptions from the Cyrenaica, in American Journal of Archaeology 17, fasc. 2 (1913), pp. 157-200 [https://archive.org/details/jstor-497335/mode/2up]. Robinson 1913a, pp. 189-190 (nr. 104)
F. Preisigke, Sammelbuch griechischer Urkunden aus Ägypten, I, Straßburg 1915. Preisigke 1915, p. 651 (nr. 5928)
J.M. Reynolds, The Christian Inscriptions of Cyrenaica, in The Journal of Theological Studies, n.s. 11 (1960), pp. 284-294. Reynolds 1960, pp. 293-294 (nr. 25)
Bibliografia
R.T. Ohl, The Inscriptions at the American Academy in Rome, in Memoirs of the American Academy in Rome 9 (1931), pp. 89-133 (e tavv. 5-9). Ohl 1931, pp. 91 (nr. 8), 122 (nr. 99)
S. Stucchi, Architettura cirenaica, Roma 1975. Stucchi 1975, p. 382
J.P. Uhlenbrock, Cyrene Papers: The Second Report. Oric Bates Expedition of 1909, in Libyan Studies 30 (1999), pp. 77-97. Uhlenbrock 1999, pp. 84, 85 (fig. 7), 96 (n. 28)
Corpora, repertori e database
Supplementum Epigraphicum Graecum (1923-2023...), I-LXVIII, Lugduni Batavorum 1923-2023, [https://scholarlyeditions.brill.com/sego/].SEG, vol. 18, nr. 771
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Come citare questa scheda: M. Sgandurra, EByRome, nr. 009, https://ebyrome.it/it/inscriptions/ebyrome009.html
Creazione: 29.07.2024
Ultima modifica: 08.07.2026