Maledizione contro chi osi danneggiare la chiesa della Theotokos, da Cirene (?)

Numero scheda: 009

Lingua: greco

Perduta/conservata/irreperibile: conservata

Categoria testuale: maledizione

Datazione: 501-600 (approssimata)

Localizzazione

Luogo di origine: Cirene (localizzazione incerta)

Contesto originario/luogo di ritrovamento: Bengasi

Luogo di conservazione attuale: Roma, American School of Classical Studies (poi confluita nell’American Academy in Rome) (inv. nr. 9319)

Metro

Iscrizione metrica: no

Testo

Trascrizione diplomatica

[..................]Ν̣σΟΥΤΩΝΕΝΤΥΘΘΕ
[................]Ι̣ΗσΟΝΤΟΝΟΙΚΟΝΥΤΟΥ
[................]ΞΛΙΨΟΝΕΝΓΕΝΕΜΙΚΙΤΗΝ
[..............]ΤΩΝΘΕΟΚΤΟΝΩΝΙΟΥΔΙΩΝΚ
5 [..........]ΦΡΟΝΤΙΖΟΝΤΩΝΤΟΥΝΟΥΣΟΥΤΟΥ
[........]ν̣ΕΘΕΟΤΟΚΕΜΗΕΚΛΕΙΠΗΤΟΓΕΝΟΣΕ
[........]ΤΕΛΙσΤΟΥΙΩΝΟσΑΜΗΝ

Trascr. diplomatica di: D.M. Robinson, Inscriptions from the Cyrenaica, in American Journal of Archaeology 17, fasc. 2 (1913), pp. 157-200 [https://archive.org/details/jstor-497335/mode/2up]. Robinson 1913a, p. 189 (con alcuni ritocchi)

Edizione critica

[Ἤν τις ἀδικήσῃ τὸν ναὸν] σοῦ τῶν ἐνταῦθα θε- | [ομαχούντων, κακοπο]ί̣ησον τὸν οἶκον αὐτοῦ | [καὶ τὸ ὄνομα αὐτοῦ ἐ]ξάλειψον ἐν γενεᾷ μιᾷ καὶ τὴν | [μερίδα αὐτοῦ μετ]ὰ τῶν θεοκτόνων Ἰουδαίων κα- | 5 [τάθες, τῶν δὲ] φροντιζόντων τοῦ ναοῦ σοῦ τού- | [του, παρθέ]νε θεοτόκε, μὴ ἐκλείπῃ τὸ γένος ἕ- | [ως τῆς συν]τελείας τοῦ αἰῶνος· ἀμήν † ❦

Ed. critica di: D.M. Robinson, Inscriptions from the Cyrenaica, in American Journal of Archaeology 17, fasc. 2 (1913), pp. 157-200 [https://archive.org/details/jstor-497335/mode/2up]. Robinson 1913a, p. 189; D.M. Robinson, Corrigenda and Addenda to Inscriptions from the Cyrenaica, in American Journal of Archaeology 17, fasc. 4 (1913), pp. 504-505 [https://archive.org/details/jstor-497349]. Robinson 1913b, p. 505

Apparato critico

forsan linea deperdita una aut plures ante lin. 1, cf. Inscriptions of Roman Cyrenaica, J. Reynolds - Ch. Roueché - G. Bodard, in collaboration with C. Dobias-Lalou, Society for Libyan Studies 2020, [https://ircyr2020.inslib.kcl.ac.uk/en/inscriptions/].IRCyr, nr. C.762 | initia linearum supplevit Robinson || 1-2 θε[ομαχούντων coniecit Hiller von Gaertringen apud D.M. Robinson, Corrigenda and Addenda to Inscriptions from the Cyrenaica, in American Journal of Archaeology 17, fasc. 4 (1913), pp. 504-505 [https://archive.org/details/jstor-497349]. Robinson 1913b, p. 505: θε[οσεβούντων D.M. Robinson, Inscriptions from the Cyrenaica, in American Journal of Archaeology 17, fasc. 2 (1913), pp. 157-200 [https://archive.org/details/jstor-497335/mode/2up]. Robinson 1913a, p. 190 || 2 κακοπο]ί̣ησον Robinson: καταπά]τησον, forsan minus bene si spatium vacuum inter litteras consideres, coniecit W.M. Ramsay apud D.M. Robinson, Inscriptions from the Cyrenaica, in American Journal of Archaeology 17, fasc. 2 (1913), pp. 157-200 [https://archive.org/details/jstor-497335/mode/2up]. Robinson 1913a, p. 190 || 3 ἐ]ξάλειψον scripsit Robinson: .]ΞΛΙΨΟΝ inscr. || 7 συν]τελείας scripsit Robinson: ...]ΤΕΛΙσ inscr.

Traduzione

[Se qualcuno fra i nemici di Dio] che qui (vivono) [danneggerà] la tua dimora, [manda in rovina] la sua casa e fa’ svanire [il suo nome] nel giro di una generazione, e fa’ che condivida [la sorte] dei Giudei deicidi, [mentre] di chi ha cura di questo tuo tempio, o Vergine Madre di Dio, non venga meno la stirpe fino alla fine dei secoli. Amen † ❦

Traduzione di: Francesco D’Aiuto

Scrittura

Scrittura maiuscola databile al VI secolo, che trova paralleli nell’epigrafia dell’età giustinianea. Si notino in particolare: alpha con tratto mediano a forma di V latina; zeta con i tratti orizzontali lievemente ricurvi; eta, lambda, my, ny e altre lettere, che hanno un modulo rettangolare stretto; kappa e psi con tratti obliqui corti; hypsilon, in cui il tratto verticale è ridotto a una minima base di appoggio, tanto che la lettera assomiglia a V latina. Le lettere tonde (Ε Θ Ο Σ) hanno forma lievemente ovalizzata, con l’eccezione di omicron che è un cerchio regolare. Alla fine del testo, una piccola croce latina e un ondulato tralcio vegetale chiudiriga desinente in una fogliolina d’edera anch’esso tipico dell’epigrafia greca coeva.

Descrizione materiale

Tecnica di esecuzione: incisa (scolpita)

Lettere a rilievo: no

Materiale: pietra

Tipo di materiale: marmo

Tipologia del supporto: lastra

Dimensioni del/i pezzo/i: 49 × 95 × 7 cm

Dimensione delle lettere: 3 cm

Stato di conservazione: l’epigrafe è oggi affissa sulla parete meridionale del cortile dell’American Academy in Rome, vicino all’ingresso della Biblioteca (v. anche Storia).

Note per la descrizione materiale: dati tratti da D.M. Robinson, Inscriptions from the Cyrenaica, in American Journal of Archaeology 17, fasc. 2 (1913), pp. 157-200 [https://archive.org/details/jstor-497335/mode/2up]. Robinson 1913a, p. 189.

Contesto e storia

Contesto

L’iscrizione può inserirsi nella categoria – ampiamente rappresentata già nell’epigrafia greca arcaica e classica – delle ἀραί («maledizioni»), di cui presenta la struttura e il formulario caratteristici. Il testo si configura come una preghiera alla Madre di Dio (lin. 6), della quale vengono invocati, da un lato (linn. 1-5), l’intervento e la punizione contro gli empi (o meglio, stando al testo restituito, gli «avversari di Dio», θε[ομαχούντων], ovvero eretici o pagani o Ebrei, o tutte queste categorie insieme) che violino il santuario locale dedicato alla θεοτόκος (il testo rientra dunque nella casistica delle ἀραί a protezione di un luogo sacro), dall’altro (linn. 5-7), la benedizione per i pii. I motivi sviluppati nella prima parte (es. l’augurio di rovina per l’οἶκος) sono di matrice pagana, tuttavia ad essi si aggiunge l’elemento cristiano della minaccia della dannazione, espressa tramite il richiamo alla sorte degli Ebrei «deicidi»: tale assetto strutturale è esemplificativo dello spirito sincretistico che permea l’epigrafia cristiana dei primi secoli (un esempio formalmente analogo si trova nel testo della stele di Tanagra [IV-V sec.] pubblicato da M. Guarducci, Epigrafia greca, I-IV, Roma 1967-1978. Guarducci 1967-1978, IV, pp. 339-344, vv. 28-40). Quanto alla cronologia, Robinson si limita a riferire il parere di William M. Ramsay sulla datazione dell’epigrafe all’epoca di Giustiniano (527-565), senza ulteriormente argomentarlo, cf. D.M. Robinson, Inscriptions from the Cyrenaica, in American Journal of Archaeology 17, fasc. 2 (1913), pp. 157-200 [https://archive.org/details/jstor-497335/mode/2up]. Robinson 1913a, p. 190.

Storia

L’epigrafe fu acquistata nel corso della spedizione archeologica in Libia guidata dall’egittologo Oric Bates tra il 27 aprile il 20 maggio 1909 per conto del Museum of Fine Arts di Boston e dell’Archaeological Institute of America; tra i partecipanti, fu Richard Norton – all’epoca direttore dell’American School of Classical Studies di Roma – a comperare l’epigrafe, a Bengasi, da un non meglio precisato «German resident» (così Bates, nel suo rapporto pubblicato da J.P. Uhlenbrock, Cyrene Papers: The Second Report. Oric Bates Expedition of 1909, in Libyan Studies 30 (1999), pp. 77-97. Uhlenbrock 1999, p. 84, nel quale va, peraltro, ravvisata la fonte della notizia del ritrovamento dell’iscrizione stessa a Cirene, cf. D.M. Robinson, Inscriptions from the Cyrenaica, in American Journal of Archaeology 17, fasc. 2 (1913), pp. 157-200 [https://archive.org/details/jstor-497335/mode/2up]. Robinson 1913a, p. 190).

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Come citare questa scheda: M. Sgandurra, EByRome, nr. 009, https://ebyrome.it/it/inscriptions/ebyrome009.html

Creazione: 29.07.2024

Ultima modifica: 08.07.2026