Iscrizione sepolcrale (?) dal monastero di S. Cosimato

Numero scheda: 003

Lingua: greco

Perduta/conservata/irreperibile: conservata

Categoria testuale: iscrizione sepolcrale (?)

Datazione: 801-900 (approssimata), o 901-1000 (approssimata)

Metro

Iscrizione metrica: incerto

Tipo di metro: dodecasillabo bizantino (?)

Testo

Trascrizione diplomatica

[............]νετοyτοτο[..........]μενον
[..........]τονκαι[..........]κηνιτων
[........]μοναχων[..........]ιενσκιαι
[.............]νyσπ[.........]ατοyπαπα
[.............]αστρε[........]μοyδιαταχων

Trascr. diplomatica di: F. D’Aiuto, Per una riconsiderazione dell’epigrafia greca medievale di Roma: le iscrizioni su pietra, in Roma e il suo territorio nel medioevo. Le fonti scritte fra tradizione e innovazione. Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Roma, 25-29 ottobre 2012), a cura di C. Carbonetti - S. Lucà - M. Signorini, Spoleto 2015, (Studi e ricerche, 6), pp. 553-612. D’Aiuto 2015, p. 585

Commento alla trascrizione diplomatica

Testo finora decifrato ed edito solo parzialmente, perché fortemente danneggiato. Si trascrivono e pubblicano in maniera provvisoria le sole linn. 10-14 (di almeno 18 righe che l’iscrizione doveva contare in origine; ma essa è certamente mutila in alto, e il numero di righe poteva essere anche più elevato).

Edizione critica

10[............]νε τοῦτο το[..........]μένον |
[..........]τον καὶ [.........ἀ]κινήτων (?) |
[........] μοναχῶν [..........]ι ἐν σκιᾷ |
[.............]νυσπ[.........]α τοῦ πάπα |
[.............]αστρε[........]μουδιαταχων

Ed. critica di: Francesco D’Aiuto

Apparato critico

linearum (vel potius versuum) litterae initiales acrostichidem forsan efficiebant, vide vv. 7-9 Ν̣Ο̣Σ̣ ubi viri cuiusdam nomen aut dignitas – e.g. [ἡγούμε]νος – legi posse videtur

Traduzione

[...] questo [...]
[...] e [...im]mobili (?)
[...] dei monaci [...] nell’ombra
[...] del papa
[...]

Traduzione di: Francesco D’Aiuto

Scrittura

Scrittura maiuscola. Le forme grafiche, benché eseguite alquanto rozzamente, vogliono essere à la page, affettando una qualche ricercatezza (ad es. nel collegamento «a ponte» dei tratti di omega, o nella basetta triangolare sotto alcuni degli hypsilon); si notano inoltre alternanza modulare fra lettere quadrate e rettangolari larghe o strette, inserimento di letterine di modulo minore (che crea un certo movimento nell’impaginato epigrafico ed echeggia soluzioni che ebbero una certa fortuna nell’epigrafia bizantina in particolare a partire dal Mille), scarso allineamento delle lettere, disomogeneità morfologica, asse oscillante; per questa analisi grafica, cf. F. D’Aiuto, Per una riconsiderazione dell’epigrafia greca medievale di Roma: le iscrizioni su pietra, in Roma e il suo territorio nel medioevo. Le fonti scritte fra tradizione e innovazione. Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Roma, 25-29 ottobre 2012), a cura di C. Carbonetti - S. Lucà - M. Signorini, Spoleto 2015, (Studi e ricerche, 6), pp. 553-612. D’Aiuto 2015, pp. 584-585. L’epigrafe è stata in séguito rubricata in nero per evidenziare i caratteri ancora leggibili: potrebbe trattarsi della rubricatura realizzata al momento della sistemazione del lapidario sul lato settentrionale del chiostro medievale del monastero (1894-1896), cf. F. D’Aiuto, Per una riconsiderazione dell’epigrafia greca medievale di Roma: le iscrizioni su pietra, in Roma e il suo territorio nel medioevo. Le fonti scritte fra tradizione e innovazione. Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Roma, 25-29 ottobre 2012), a cura di C. Carbonetti - S. Lucà - M. Signorini, Spoleto 2015, (Studi e ricerche, 6), pp. 553-612. D’Aiuto 2015, p. 584 n. 77.

Descrizione materiale

Tecnica di esecuzione: incisa (scolpita)

Lettere a rilievo: no

Materiale: pietra

Tipo di materiale: marmo

Tipologia del supporto: lapide sepolcrale (?)

Dimensioni del/i pezzo/i: non rilevate

Stato di conservazione: L’iscrizione, molto logora per calpestio o per dilavamento superficiale, è anche fortemente mutila perché fu a un certo punto ritagliata agli angoli e forata al centro per essere adoperata probabilmente come chiusino o come coperchio della bocca di un pozzetto ottagonale, o nella struttura di una fontana, cf. F. D’Aiuto, Per una riconsiderazione dell’epigrafia greca medievale di Roma: le iscrizioni su pietra, in Roma e il suo territorio nel medioevo. Le fonti scritte fra tradizione e innovazione. Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Roma, 25-29 ottobre 2012), a cura di C. Carbonetti - S. Lucà - M. Signorini, Spoleto 2015, (Studi e ricerche, 6), pp. 553-612. D’Aiuto 2015, p. 584 e n. 76.

Contesto e storia

Contesto

Fra le poche parole leggibili del testo epigrafico, μοναχῶν (lin. 12) e πάπα (lin. 13), suggeriscono, come localizzazione originaria dell’iscrizione, un ambiente monastico romano, probabilmente lo stesso monastero dei Ss. Cosma e Damiano in Mica Aurea, ora S. Cosimato, nel cui chiostro si trova oggi l’epigrafe; ma non si può del tutto escludere la provenienza da un altro monastero della medesima area trasteverina, oppure, più genericamente, di Roma. Inoltre, benché il testo sia mutilo e poco leggibile, è possibile ipotizzare si tratti di un’iscrizione sepolcrale acrostica in versi (all’inizio delle linn. 7-9 si leggono verticalmente le lettere -ΝΟC ingrandite e a quanto pare in ekthesis, forse la fine di un nome proprio o comune, come ad es. [ἡγούμε]νος): se così stessero le cose, l’epigrafe apparterrebbe a un gruppo di epigrafi metriche acrostiche d’un tipo ben attestato a Roma fra IX e X secolo, cf. F. D’Aiuto, Per una riconsiderazione dell’epigrafia greca medievale di Roma: le iscrizioni su pietra, in Roma e il suo territorio nel medioevo. Le fonti scritte fra tradizione e innovazione. Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Roma, 25-29 ottobre 2012), a cura di C. Carbonetti - S. Lucà - M. Signorini, Spoleto 2015, (Studi e ricerche, 6), pp. 553-612. D’Aiuto 2015, pp. 586-587.

Storia

La lastra è stata a un certo punto adoperata come chiusino o coperchio della bocca di un pozzetto ottagonale, oppure nella struttura di una fontana, forse quella che si trova nel cortile antistante la chiesa di S. Cosimato, la cui sistemazione attuale pare risalire al 1751, cf. F. D’Aiuto, Per una riconsiderazione dell’epigrafia greca medievale di Roma: le iscrizioni su pietra, in Roma e il suo territorio nel medioevo. Le fonti scritte fra tradizione e innovazione. Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Roma, 25-29 ottobre 2012), a cura di C. Carbonetti - S. Lucà - M. Signorini, Spoleto 2015, (Studi e ricerche, 6), pp. 553-612. D’Aiuto 2015, p. 584 e n. 76.

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Come citare questa scheda: F. Potenza, EByRome, nr. 003, https://ebyrome.it/it/inscriptions/ebyrome003.html

Creazione: 14.07.2025 (F. Potenza)

Ultima modifica: 09.07.2026 (F. Potenza)